cuori e coltelli

sono orgogliosamente figlio di operai. sono quindi il rampollo buono di una buona famiglia di operai. se il fisco italiano si ostina però a considerarmi come appartenente al ceto medio, questo è dovuto alla mia grande capacità di fare il mio lavoro.

faccio un lavoro bellissimo: ordino ai computer di fare ciò che voglio e loro lo fanno. è un po’ come un gioco dove oltre ad essere il giocatore sei anche colui che detta le regole. in pratica le cose hanno un senso perchè sono io a darglielo ed ovviamente prendono il mio personalissimo senso.

è una cosa che soddisfa il mio super io con una facilità incantevole.

però con le persone no. a volte ho anche pensato di applicare un metodo simile, e sinceramente l’ho anche fatto. è una cosa che rientra sempre nel capitolo dei giochi, ma a mie spese ho imparato che è un gioco che non mi piace. quindi non lo faccio. lascio che le cose seguano il loro corso, limitandomi al più a modificare leggeremente la velocità con cui le cose sarbebbero comunque successe.

cuori e coltelli. è un bel titolo. uno dei migliori.

ho inventato questo blog per poter parlare liberamente di me ma non lo posso fare. troppo il rischio di farmi riconoscere e permettere così a qualcuno di associare il mio volto a quello che scrivo.

cuori e coltelli. ho sempre detto di non stupirmi mai di fronte a nulla. dico sempre che niente è più incredibile della realtà. è fantastico che la realtà abbia sempre il potere di stupirmi. possiede infatti una capacità tutta unica di mescolare “reagenti” diversi ed etereogenei al fine di creare, talvolta mostruosi “prodotti”, talvolta mirabilanti realtà.

tutto questo rimane vero, solo se nel mezzo non ci mettiamo una grande dose di stupidità. stupidità nelle forme più strane comepres la gelosia.

per le persone gelose, ho poche parole da spendere. hanno già avuto la loro condanna; tornando al post dei tonni, sono proprio quelli che si dimenano di più, e sono i primi a sparire nel mare rosso sotto di loro.

per tutte le altre forme di stupidità è tutto molto più difficile. nessuno accetta consigli da chi si bea di avere più esperienza. anche perchè i cosigli disinteressati sono rari come comete. ogni tanto ne passa uno, ma non è detto che si sia capaci di vederli.

cuori e coltelli. però non mi fa male. perchè in fin dei conti è qualcosa di molto più simile ad una delle probabilità che la realtà può assumere che a una alienazione. assomiglia all’ultimo capitolo di un libro non eccelso, che viene scritto male ed in fretta.

non sono il tipo da lieto fine. ma nemmeno da finali troppo poco attinenti alla trama.

morale? nessuna. al limite alcune considerazioni che mi faranno comodo nell’immediato futuro. non trovo nulla di male che qualcuno possa pensare che colpendomi basso si possa poi sentire meglio. il male che è se non è capace di ferirmi, rischia solo di farmi arrabbiare. e la calma in certi momenti della vita riesce a fare una abissale differenza.

odio i libri scritti male, quindi a questo il finale lo scrivo io.

con affetto
d.

cuori e coltelliultima modifica: 2007-12-16T19:00:00+01:00da akkord79
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